Se è vero che le novità familiari e lavorative che ho affrontato negli ultimi anni mi hanno profondamente cambiata, al contempo la parte di me che mi identifica in modo più radicato è rimasta pressoché la stessa. Così oggi mi ritrovo ad essere un po’ la Lucia di sempre e altre volte un’altra, totalmente diversa da prima.

Una nuova consapevolezza, in particolare, mi ha fatto credere fortemente che se la coerenza ai propri principi è importante, altrettanto lo è la flessibilità di chi si mette in gioco, reagendo attivamente di conseguenza ai piccoli o grandi accadimenti della vita
Sicuramente il rapporto quotidiano con mia figlia Alice è un bel banco di prova per tutto questo. Per anni mi sono comportata con lei con una rigorosa coerenza, valore indiscusso che nel rapporto tra genitore e figlio fa da sicura base per una crescita reciproca. Poi, invece…

Alice si nasconde e sorride con umore giocoso

La giusta conseguenza

Pochi giorni fa, mentre la affiancavo nei compiti di matematica, mi si è rivolta in modo scontroso e inventando bugie, per fuggire in tutti i modi dall’ammettere i piccoli errori commessi. Sapendo di averla ripresa tantissime volte per questo suo atteggiamento controproducente, ho reagito con rabbia e fermezza, negandole il mio aiuto durante i compiti per i giorni successivi. Ma era questa la scelta giusta? 

Già l’indomani mi sono resa conto che se nessuno le fosse stato a fianco nell’affrontare argomenti complessi e magari non del tutto chiariti a scuola, i danni sarebbero sorti a catena…e numerosi!
Con uno sforzo di umiltà, le ho dunque comunicato che non avrei più attuato la punizione promessa, ma che in cambio avrebbe avuto ogni giorno dei calcoli matematici aggiuntivi da svolgere. 
Chi mi conosce sa quanto una volta dette, certe cose non si cancellano dalle mie intenzioni, tanto meno dal mio agire; eppure sto riscoprendo il valore della flessibilità, non intesa come vuoto di convinzione, ma come capacità di tirar fuori il meglio da ogni singola situazione del momento. 
Mi sono proprio chiesta: davvero il motto “quel che è detto, è detto” serve a fare del bene ad un figlio, pur in situazioni che cambiano con rapidità estrema? O forse, quella coerenza serve solo a me genitore, che così evito di apparire ai suoi occhi imperfetto o “cedevole”?

Coerentemente flessibile

Io credo che un adulto integro e perfetto non esiste: perché non farne rendere conto anche ai bambini?
Mi piace pensare alla fragilità come a qualcosa di prezioso, di profondamente umano e comprensibile, insito in ciascuno di noi, a prescindere da quanta strada abbiamo già percorso nella vita.

lo scambio di un bacio tra madre e figlia per ritrovare spontaneità e vicinanza.

Mi piace anche l’idea che mia figlia colga questo aspetto in me, magari quando le dico “mi sono dimenticata”, oppure “ci ho ripensato”. Sarà più facile per lei accogliere gli inciampi come normali tappe della vita, senza andare in crisi per un compito sbagliato e senza sentirsi imperfetta per un errore rimediabile. 
Sarà più semplice per lei, che a breve si affaccerà all’adolescenza, prendere le decisioni migliori in base alla situazione del momento, per costruire più armonia possibile tra lei e gli altri.