Oggi voglio parlarti del mio albero di Natale di quest’anno…non di quello fatto di rami, luci e addobbi festosi del colore preferito, ma dell’albero metaforico dei miei sentimenti e propositi in questo periodo.

Non è nel mio stile fare bilanci di fine anno, ma quest’anno ne ho avvertito l’esigenza, proprio a pochi giorni dalla notte di Natale.

Faccio spazio a…

Per prima cosa, elimino ciò che non è nelle mie corde e che impedisce a “pacchetti o addobbi” importanti di caratterizzare il mio albero.
La separazione matrimoniale che ho affrontato circa due anni fa è stata motivo di particolare crisi personale, che mi ha dato l’occasione di riflettere su cosa davvero volessi per la mia vita futura, per evitare di incappare ancora in errori troppo costosi. Separarmi per me ha significato fare il punto sui miei primi trent’anni di vita, rimettere in discussione tutta me stessa e capire che donna volessi essere realmente, in tutti gli ambiti possibili. In questo lavoro, anche le reazioni, perlopiù inaspettate, di chi ho avuto intorno, sono state per me un riferimento per capire la direzione da seguire nei rapporti futuri. 

Da ciò, ho deciso che dal mio albero di quest’anno escluderei anzitutto la vicinanza e la confidenza incondizionate che abitualmente concedevo a chiunque e che ora mi rendo conto di dover spendere solo per chi davvero sa costruire un rapporto di reciproco rispetto e comunione di intenti. Non accetto più di essere giudicata a spada tratta senza essere conosciuta a fondo, non accetto chi chiede e chiede, ma quando serve che dia, non si fa vedere, non accetto chi è sempre pronto a parlare di argomenti vani e frivoli, ma appena si va un minimo più a fondo sul piano personale, scappa e schiva immediatamente! Insomma: tolgo da sotto l’albero la confidenza gratuita e la mancanza di riservatezza.
Faccio ulteriore spazio, poi, eliminando l’ipocrisia dei convenevoli e dei giri di parole: se stiamo discutendo e non sono affatto d’accordo con il tuo punto di vista, te lo dirò con garbo, ma senza sconti o senza dover trovare per forza punti d’incontro: ciascuno, io compresa, è libero di valutare le vicende della vita a proprio modo e se gli intenti non sono comuni, non sono disposta a modificare i miei a tutti i costi, solo per paura di avere meno approvazione intorno.

nel cielo limpido si stagliano rami potati con foglie invernali
Ho scattato questa foto in una fredda ma soleggiata domenica estiva, colpita dal significato simbolico di questi rami potati che attendono – e permettono – una nuova fioritura


Infine, tolgo dall’albero le perdite di tempo inutili; non significa che debba rifiutare momenti di ozio totale, relax personale e svago anche frivolo, ma significa che invece di farlo “quando mi va di farlo”, sciupando probabilmente tempo prezioso, lo farò tenendo conto delle priorità che scalano la classifica del mio vivere quotidiano. Perché se un giro di saluti in chat di gruppo o un trailer che aspettavo possono attendere, certi doveri familiari o lavorativi non possono invece essere rimandati e meritano un’attenzione speciale.

La voragine di quel che non posso avere

Ci sono cose, poi, che purtroppo sotto al mio albero non avranno il loro posto quest’anno e che daranno al Natale una sfumatura nostalgica. Mi mancherà la presenza allegra e festosa di mio zio che, vittima di un incidente d’auto che dieci mesi fa ha messo a repentaglio la sua vita, si trova ora in un centro di riabilitazione all’estero, costretto a restarvi ancora per molto. La presenza di zio, a cui sono legata da tanto affetto, ha sempre reso speciale il Natale in famiglia, che si riempie del suo amore per i nipoti e di tanta allegria: è proprio questo l’ultimo ricordo che ho del nostro tempo passato insieme. Un Natale che sarà quest’anno più silente e triste proprio per questo, vissuto con le nostre rispettive famiglie che dovranno accontentarsi di qualche foto o video, senza la bellezza insostituibile di un abbraccio personale.
Con non poco dispiacere poi, anche quest’anno il Natale avrà la costrizione di vedere mia figlia Alice solo in alcuni dei giorni festivi; pur non mettendo in dubbio l’importanza che una bimba come lei goda della presenza di entrambi i genitori, so già che quelli di festa sono giorni in cui il tempo con lei mi sembra non bastare mai e pensare di dovervi in parte rinunciare è qualcosa a cui non mi abituerò facilmente.

Foglie secche raccolte e tenute da parte
Delle foglie secche mi riempiono di nostalgia, ricordi e pensieri rivolti alle speranze future

Immancabile è..

Ora sono simbolicamente davanti al mio albero e inquadro tutti gli spazi vuoti, pronti da riempire con la fantasia e lo spunto che i miei sentimenti suscitano: non resta che decidere cos’altro non può mancare!
Per prima cosa, non manca l’affetto spontaneo e totale per i familiari più cari, quelli che costituiscono le mie radici e quelli che ho acquisito nel tempo con un rapporto di grande amore e passione: per queste persone, voglio che il Natale significhi stare insieme attorno al tavolo, gustarsi delizie del palato, giochi, musiche e risate e scambiarsi regali che non siano un passepartout per la coscienza leggera, ma un oggetto che dica “ho pensato a te e ad un piccolo tassello per il mosaico della tua felicità”!
Metto poi sotto l’albero il valore ritrovato della famiglia, che non ho mai tolto dalle mie priorità, ma che ha inevitabilmente attraversato un periodo buio nei miei ultimi anni. Ho recuperato il senso di famiglia da quando ne ho costruita una che è sì anticonvenzionale, (perché fatta da due adulti con una separazione alle spalle e dai loro rispettivi figli), ma basata su un amore autentico, sostanziale, scelto e convinto, che ogni giorno scansa ipocrisie o condizionamenti. Una famiglia dove ogni giornata è ricca di sfide, ma è altrettanto piena di entusiasmo e voglia di percorrere tanta strada nel rispetto degli spazi e della crescita di ciascuno.

Metto poi sotto l’albero un gigantesco pacco pieno di dialogo, perché credo che non ci sia mezzo migliore per far diventare un rapporto maturo, sano, profondo e fecondo. Lo vedo ogni volta che scambio opinioni intime e personali con le persone cui riservo confidenza, come mia madre o una mia cara amica, e lo vedo quando le incomprensioni che generano attriti non hanno modo di sciogliersi se non parlandosi apertamente. Il dialogo sincero è realmente ciò che rende un rapporto maturo e degno di persone che non siano adulte solo anagraficamente.

dettaglio di una lbero di Natale con decori in carta
Il mio albero di Natale di quest’anno, che dà spazio alla creatività dei bambini con i decori di carta da loro costruiti

Infine metto al mio albero il decoro più ostico e scomodo, ma che lo rende più speciale che mai: la capacità di mettersi in discussione e migliorarsi, perché solo la consapevolezza dei propri limiti permette di crescere davvero. Senza mezzi termini, ammetto che sono stata capace di fronteggiare i miei limiti solo grazie a Mauro, il mio compagno, che ha saputo – e sa – farmeli vedere, comprendere e superare giorno dopo giorno; seppur faticosa, credo che questa sia la strada del vero senso della vita, fatta non solo di giorni consecutivi che scorrono, ma di una ricerca continua di migliorare sé stessi, con l’augurio di lasciare alla generazione dei nostri figli un esempio prezioso ed un futuro di valore.

Non perdere i nostri prossimi articoli!