Oggi voglio parlarti di un amore grande, poco probabile nell’immaginario, meravigliosamente bello e tangibile nella quotidiana realtà: quello tra mio figlio Giuliano e “nonna Maria”.
Giuliano a 7 anni è un bambino dolcissimo, estremamente sorridente ma anche molto impegnativo: è un bambino dai bisogni speciali, dovuti ad un ritardo cognitivo severo dai tratti autistici, derivato da una malattia metabolica genetica rara.
Maria è la nostra vicina di casa: abitiamo praticamente l’una di fronte all’altra, in campagna, dove le distanze lasciano la libertà e la riservatezza di cui si ha bisogno ma non precludono, se vuoi, la vicinanza con gli altri.

Giuliano e Maria hanno 70 anni di differenza e molte cose in comune, primo tra tutti un profondo innamoramento l’uno dell’altro.

Giuliano per Maria…

Maria si è letteralmente innamorata di Giuliano: proprio di lui, che non parla, che sfugge alla mera volontà altrui, che urla e dà pizzicotti di disappunto, che non sta fermo un minuto e che in apparenza si mostra lontano dalla relazione con l’altro.

È molto attenta a Giuliano Maria, ed è così rispettosa nei suoi confronti che cerca di adattarsi del tutto alle sue particolari esigenze: anche alla sua età, volergli bene per lei significa imparare le regole comportamentali dell’ABA   e persino la comunicazione tramite il sistema Pecs… tanto che l’apposito quaderno dei pittogrammi glielo ha voluto regalarle lei!

Quando sono insieme sembrano due bambini: Maria se ne frega della piega del parrucchiere e si lascia coinvolgere in uno dei tanti abbracci avvinghiati e arrampicati di Giuliano, coi quali si finisce sempre, se non a terra, con lui che se la ride con la pancia sopra la tua testa… mentre lei ride a crepapelle sotto di lui!

Maria tiene il tubo dell'acqua per far giocare Giuliano

Giuliano e Maria

Maria non può stare lontana da Giuliano per più di due-tre giorni: biasima gli infiniti impegni settimanali di mio figlio che le impediscono di passare più tempo insieme a lui e, anche se sono stati insieme il giorno prima, la frase che ricorre è sempre la stessa… <<Ma non ci vediamo mai!!>>

Nelle piovose e fredde serate d’inverno, nulla la frena dall’imbracciare il suo ombrello e venire per il bagnetto di Giuliano: adora vederlo sguazzare nella vasca da bagno e, mentre in mia presenza finge di contenerlo dallo schizzare acqua ovunque, come mi allontano si aggiunge anche lei a quel gioco! E non si provi ad asciugarlo o vestirlo dopo il bagnetto: questo compito spetta a lei!

Maria per Giuliano…

Ma se è vero che Maria cerca Giuliano, anche lui è desideroso di stare con lei allo stesso modo!
Se vuoi farlo felice, basta inserire nella sua agenda giornaliera un “appuntamento” da Maria! Mentre se per caso vuole vederla ma non è possibile, si salvi chi può!

Giuliano è sinceramente legato a Maria da un profondo affetto, lo si percepisce chiaramente dal suo atteggiamento e dai sorrisi che le dedica ogni volta.

Ovviamente tra le mura della sua casa lei non perde occasione per viziarlo: gli concede mille attenzioni e se Giuliano nel giocare con la terra del suo giardino le sporca tutto, le toglie i sottovasi dai fiori, le porta la zappa per farle muovere la terra per i suoi travasi o le chiede di alzarsi dalla sedia per mettercisi lui, è con la gioia nel cuore che lei lo accontenta.

Giuliano che nella sua agenda giornaliera indica Maria

Giuliano vuole andare da nonna Maria: ce lo dice con la sua agenda giornaliera!

Maria, Giuliano… e la disabilità

Maria nutre un così grande affetto per Giuliano che non vuole in alcun modo sentirmi parlare di disabilità, di ritardo cognitivo, delle difficoltà di mio figlio per il futuro… né del suo domani incerto.
Non lo accetta e mi rimprovera ogni volta che affronto questi argomenti… ed in cuor mio la comprendo, perché so bene che l’amore non accetterà mai fino in fondo la sofferenza.

Lei non lo vede nelle sue diversità, ma semplicemente lei lo accetta così com’è… con le sue urla profonde, con il suo essere irrequieto, con i suoi pizzicotti, con il suo respingerla se gli si avvicina o col suo abbracciarla a tutti i costi, con i suoi schemi ripetitivi e persino con il suo silenzio.

Un giorno con le lacrime agli occhi mi ha detto <<Stanotte l’ho sognato corrermi incontro lungo il vialetto di casa mia, abbracciarmi e dirmi “Ciao nonna”>>…

Giuliano sulla sdraio con il suo tablet in giardino

Giuliano in relax a casa di Maria

Quando a parlare è l’amore…

Con lo stesso amore che si dedica ai i bambini adottati parlando della loro mamma, lei è per mio figlio se non una nonna di sangue, una nonna di cuore.
Ci sono attenzioni particolari che possono intimamente appartenere solo ad una nonna… a coloro che vivono per la famiglia, per i nipoti, che non vedono l’ora di tenerli per sé, di viziarli, di giocarci, di raccontargli, di non perdersi nulla del loro crescere e delle cose importanti della loro vita.

Nonna Maria ha voluto regalare a Giuliano il grembiule per il primo anno della primaria… mi ha chiesto un giorno di poter venire ad aspettarlo all’uscita da scuola… ha insistito per fargli la sfoglia a mano con la farina aproteica perché anche lui assaggiasse le lasagne al forno… ha voluto accompagnarci al mare per vedere coi suoi occhi quanto lui fosse felice in acqua… ha espresso il tenerissimo desiderio di godere anche lei della gioia del nuovo traguardo raggiunto da Giuliano dopo mesi di training, quello di una cena al ristorante.

Al ristorante con Giuliano e Maria

Al ristorante con Giuliano e nonna Maria

Mi piace pensare che la vita prima o poi pareggi i conti… Giuliano non ha mai conosciuto la sua nonna materna, ma ha avuto in dono una meravigliosa “nonna Maria”.

Se la diversità portata dalla malattia spaventa ed allontana anche coloro dai quali ci si aspetta vicinanza ed aiuto, di fronte al sentimento così spontaneo, disinteressato e genuino di una persona che nulla deve ma che semplicemente ha amore per un bambino come Giuliano, resto ancora oggi senza parole.
Un amore per mio figlio che, non lo nego, ho fatto fatica a comprendere all’inizio, ma che ora è diventato un regalo così prezioso al quale non posso nemmeno pensare di non avere accanto.

Seppur rare, ci sono ancora persone in grado di andare oltre ciò che si vede ed i limiti, specialmente quelli che la disabilità ti sbatte dritto in faccia.
Sono persone come Maria, che ha visto in mio figlio semplicemente un bimbo dolce, indifeso, intrappolato da una malattia ma non per questo incapace di donare, con più intensità e potenza rispetto ad altri, quell’amore e quelle emozioni che danno il senso delle cose.
Ed è con la speranza che i nostri figli possano incontrare sempre più persone in grado di amarli con questa naturalezza che ho deciso di guardare al mondo… lasciando la porta spalancata ad ogni meravigliosa nonna Maria che la vita gli regalerà.