Il mio albero di Natale interiore

Il mio albero di Natale interiore

Oggi voglio parlarti del mio albero di Natale di quest’anno…non di quello fatto di rami, luci e addobbi festosi del colore preferito, ma dell’albero metaforico dei miei sentimenti e propositi in questo periodo.

Non è nel mio stile fare bilanci di fine anno, ma quest’anno ne ho avvertito l’esigenza, proprio a pochi giorni dalla notte di Natale.

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Ricorda, nessuno si abitua al dolore

Ricorda, nessuno si abitua al dolore

Mi accingo a scrivere questo articolo cercando di non dar troppo spazio all’amarezza, al tormento, alla rabbia per il senso di ingiustizia che provo ogni qualvolta mi ritrovo davanti chi, preso solo dall’interesse per “il proprio orticello”, si dimentica dell’altro da sé, ne dà per scontate emozioni, reazioni, qualità di vita e sogni, finendo per pensare (più che dire), “tanto tu ci sei abituato”.
Forse non tu che stai leggendo… ma credimi se, da madre di un bimbo con una malattia rara invalidante, ti dico che spesso il mio cuore riceve proprio questo messaggio. (altro…)

Dis-abile: e se gettassimo via le etichette?

Dis-abile: e se gettassimo via le etichette?

Ero a far spesa in un discount vicino casa, in un giorno assolutamente ordinario. Tra gli scaffali intravedo un viso noto, così mi avvicino un po’ e riconosco lui, Aldo, il bidello dei miei cinque anni di scuola elementare. Mi fermo, lo osservo, e mi blocco come per mettermi in ascolto di quel mix di emozioni che si risvegliano: familiarità, l’affetto, ma anche un po’ di imbarazzo. Avrei voglia di salutarlo e dirgli che a distanza di 25 anni non l’ho dimenticato, ma so che per lui sarebbe impossibile ricordarmi tra i tanti marmocchi con cui ogni giorno aveva a che fare! Così mi limito ad osservarlo, cercando però di capire perché Aldo, uomo di mezz’età con disabilità cognitive, non mi appare alla stessa maniera di allora.

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