Mio figlio, quell’estraneo al mondo

Mio figlio, quell’estraneo al mondo

Mio figlio Giuliano ha 8 anni, è affetto da una malattia rara (Acidemia Metilmalonica) che gli impone, tra le altre cose, di mantenersi il più possibile in salute persino rispetto ad un banale virus intestinale, pericoloso per la sua stessa vita. Dalla patologia, è derivata una forma di autismo secondaria grave: sensibile alla sovrastimolazione sensoriale (luci, suoni, confusione, spazi stretti o ampi…), Giuliano è fortemente attaccato alla routine e non parla.

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Che nessuno metta alla porta la disabilità!

Che nessuno metta alla porta la disabilità!

Voglio raccontarti un episodio doloroso, discriminatorio ed offensivo che ha riguardato me e mio figlio. Una vicenda che se da un lato spero presto di dimenticare, dall’altro mi ricorda prepotente il mio ruolo di madre di Giuliano: difenderlo dai soprusi, garantirgli una vita piena e non permettere a nessuno di cacciarlo via per la sua diversità!

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Le regole di un buon Training: per non arrendersi ai muri della disabilità

Le regole di un buon Training: per non arrendersi ai muri della disabilità

Vivere la condizione di autismo, specialmente se con compromissione cognitivo relazionale e con problemi di sovraccarico sensoriale, spesso ti pone davanti all’incapacità di affrontare determinate situazioni e all’impossibilità oggettiva di superare una moltitudine di difficoltà. Ne consegue una vita il cui cammino è contrassegnato per lo più da limiti, che coinvolgono sia la sfera personale che sociale non solo della persona stessa, ma di tutta la famiglia che le sta accanto.

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Tieni il tempo

Tieni il tempo

Oggi voglio fare con te un viaggio nel tempo: non attraverso il susseguirsi dei giorni passati o futuri, ma un viaggio che tenti di indagare il nostro rapporto quotidiano con il tempo.  Lo farò in compagnia di parole speciali, quelle che alcuni cantanti hanno messo in musica su questo argomento.

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