Quelle maledette aspettative

Quelle maledette aspettative

Ho capito… ho finalmente capito cos’è che mi fa male di questa vita, che mi impedisce di pregustare ogni novità e persino le feste, che mi avvelena ogni singolo giorno e mi impedisce a volte di essere semplicemente felice per il solo fatto che mio figlio è qui con noi o di gustarmi il percorso prima dell’arrivo.
Sono loro, che sulla base di ciò che hai vissuto in passato sono capaci di sporcare ogni cosa ancor prima di toccarla, che ti fanno puntare i riflettori sul dolore, sulla delusione e sulla rabbia per qualcosa che forse non accadrà mai: le aspettative.

(altro…)
Il mio albero di Natale interiore

Il mio albero di Natale interiore

Oggi voglio parlarti del mio albero di Natale di quest’anno…non di quello fatto di rami, luci e addobbi festosi del colore preferito, ma dell’albero metaforico dei miei sentimenti e propositi in questo periodo.

Non è nel mio stile fare bilanci di fine anno, ma quest’anno ne ho avvertito l’esigenza, proprio a pochi giorni dalla notte di Natale.

(altro…)
Una nonna di sangue? No, una nonna di cuore

Una nonna di sangue? No, una nonna di cuore

Oggi voglio parlarti di un amore grande, poco probabile nell’immaginario, meravigliosamente bello e tangibile nella quotidiana realtà: quello tra mio figlio Giuliano e “nonna Maria”.
Giuliano a 7 anni è un bambino dolcissimo, estremamente sorridente ma anche molto impegnativo: è un bambino dai bisogni speciali, dovuti ad un ritardo cognitivo severo dai tratti autistici, derivato da una malattia metabolica genetica rara.
Maria è la nostra vicina di casa: abitiamo praticamente l’una di fronte all’altra, in campagna, dove le distanze lasciano la libertà e la riservatezza di cui si ha bisogno ma non precludono, se vuoi, la vicinanza con gli altri. (altro…)

Ricorda, nessuno si abitua al dolore

Ricorda, nessuno si abitua al dolore

Mi accingo a scrivere questo articolo cercando di non dar troppo spazio all’amarezza, al tormento, alla rabbia per il senso di ingiustizia che provo ogni qualvolta mi ritrovo davanti chi, preso solo dall’interesse per “il proprio orticello”, si dimentica dell’altro da sé, ne dà per scontate emozioni, reazioni, qualità di vita e sogni, finendo per pensare (più che dire), “tanto tu ci sei abituato”.
Forse non tu che stai leggendo… ma credimi se, da madre di un bimbo con una malattia rara invalidante, ti dico che spesso il mio cuore riceve proprio questo messaggio. (altro…)