Quante volte ci troviamo in situazioni delicate, in cui è necessario spiegare ed insegnare ai nostri figli il rispetto per l’altro. Lo facciamo spesso, anche quando tra due bambini c’è una differenza fisica che essi rimarcano, fosse anche qualche centimetro di altezza, sottolineando loro con la nostra razionalità adulta che “diverso è bello”; o quando nostro figlio ha la tentazione di giudicare spietatamente chi non la pensa come lui o ha solamente dei gusti particolari. Insomma, credo che tra le attenzioni educative di un genitore non può mancare il voler trasmettere i principi del rispetto, della buona convivenza e della tolleranza del diverso da sé.

una donna si rispecchia e intravede gli altri

Mi sono trovata tante volte in situazioni simili, perché si sa, se i bambini molto piccoli sono tendenzialmente “puri” e solidali con l’altro, crescendo aumenta in loro quell’egocentrismo e quella voglia di auto affermarsi che preludono gli anni adolescenziali, fatti di una continua ricerca della propria identità: tutto ciò rende il rapporto con l’altro più complesso, delicato e affatto scontato. 
Nello sforzo di far restare mia figlia Alice con i piedi per terra, facendola scendere dal piedistallo di superiorità da cui a volte con leggerezza giudica gli altri, ho sentito l’esigenza di andare oltre un semplice slogan o una frase perbenista, tanto sentita quanto ormai inefficace, come “bisogna voler bene a tutti indistintamente, anche a chi non ti piace”. Così mi sono chiesta: “cosa manca? Serve uno sforzo in più!?”

Rispetta te stesso prima dell’altro 

Ho capito che mancava un lavoro che aiutasse mia figlia ad orientare il rispetto, anzitutto…verso se stessa! E’ proprio questa la chiave: cominciare da sé stessa per meglio rispettare l’altro!
Ti sembra eccessivo preoccuparsi che una bambina come Alice, di circa 9 anni, rispetti sé stessa? È un obiettivo troppo alto, degno del più severo analista? A me, invece, sembra alquanto prioritario. Perché rispettare sé stessi implica diverse tappe, tutte importanti per la propria serenità presente e la crescita futura. 

Non solo felice o triste

La prima tappa è quella di cercare di capire le sue sfumature caratteriali, comportamentali e i suoi sentimenti, senza categorizzare il proprio sentire, banalizzando in “sono felice/sono triste”, ma cercando di dare molti più nomi alle tante emozioni che nell’arco della giornata attraversano il suo cuore. Facile più a dirsi che a farsi? Vero, ma a volte basta un gioco, un’esperienza semplici ma intensa, un film particolarmente coinvolgente, per aprire le porte a un dialogo proficuo.

la mente crea percorsi e intanto il cuore sprigiona emozioni le più disparate

Le pillole amare 

Capita spesso anche a mia figlia, poi, di difendersi da alcune verità mentendo inconsapevolmente a se stessa o trovando escamotage per evitarle. Molti bambini, infatti, pur di non ammettere i propri punti deboli, trovano sempre e comunque un alibi che li mascheri. Alice ad esempio ha sempre un “eh, però è anche vero che…” a fare da alibi. È un particolare aspetto del suo modo di essere che se da un lato mi fa teneramente sorridere, dall’altro mi mette molto in guardia. Credo infatti che la seconda tappa per rispettare sé stessi lavori sull’accettazione dei propri limiti, come parte naturale dell’esistenza di ognuno di noi, nella consapevolezza che aiuta a rapportarsi agli altri senza rivalità né inferiorità.

La differenza tra te e me

Superiorità o inferiorità: quante volte si affacciano questi atteggiamenti nei piccoli comportamenti dei nostri figli con gli altri! Ecco allora che, ancora una volta, ricercare un rapporto positivo e rispettoso di sé stessi rende equilibrato anche quello con gli altri. 

Se tuo figlio sentirà di non essere superiore ad altri, non avrà bisogno di prevaricare l’amico, dimostrare continuamente di valere e fare a spallate, soprattutto con chi ha una fragilità ed è un a “facile preda per la vittoria”. Dall’altro lato, se un bambino non fa dei propri limiti un cruccio continuo, saprà di valere quanto gli altri, e di poter instaurare rapporti positivi e spontanei, senza paragoni, sottili sfide o senso di impotenza.

Due pedine degli scacchi si scontrano con rivalità

I nostri momenti rari

Nella frenesia del quotidiano, è necessario poter approfittare di ogni momento che possiamo condividere con nostro figlio per poterlo far crescere ogni giorno un pochino: è il regalo più prezioso che possiamo fargli da genitore! È un regalo, infatti, fatto di ascolto profondo, comprensione, pazienza, dialogo, e tanta tanta voglia di mettersi in gioco reciprocamente.

Una carezza a folte spighe di grano fa godere del raccolto dopo la semina

È un lavoro molto faticoso, lo ammetto, ma come ogni lavoro faticoso, sa dare risultati di cui i nostri figli ci saranno senz’altro grati: regaleremo loro rispetto e libertà. D’altra parte, non è proprio il raccolto di questi frutti quanto di più bello possa regalarci il mestiere di genitore? 

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